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Brevi note storiche sulla coltura dell’ulivo.

Ligar1_025L'olivo è una pianta la cui storia evolutiva è strettamente ed inscindibilmente legata al bacino del mare Mediterraneo.  Le origini della coltura dell'olivo si perdono fin nella remota antichità, tanto che reperti fossili del ciclo dell'olivo risalgono a circa 50 milioni di anni fa. Nei tempi recenti l'area di coltivazione si è estesa anche a paesi come l'Australia, l'Argentina. la California e la Nuova Zelanda, ma il livello qualitativo proprio alle produzioni europee (ed in particolare a quelle italiane) non è ritenuto in nessun caso eguagliabile.

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Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che le qualità organolettiche dell'olio di oliva dipendono da numerose variabili, tra le quali giocano però un ruolo fondamentale proprio le caratteristiche ambientali del luogo di produzione. Non è esagerato affermare, in ogni caso, che l'olivo è parte integrante del paesaggio mediterraneo e della storia di tutti i popoli che a questo mare si affacciano, tanto che l'olio di oliva è sempre stato usato, dai popoli mediterranei, per svariati motivi: alimentari, medicinali, religiosi, rituali magici, ecc..

Immagine6Nell'area mediterranea risulta attualmente coltivata circa il 90% dell'intera superficie occupata da olivo. In Italia, tra le varietà considerate capostipiti di tutte le altre si annoverano principalmente le seguenti: Taggiasca in Liguria; Frantoio e Moraiolo in molte aree dell'Italia centrale; Carboncella nel Lazio; Coratina in Puglia; Nocellara ed Ogliarola in Sicilia; Carolea in Calabria.